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Missione

La Puer ha come missione l’applicazione delle energie strutturali ed economiche a sostegno delle realtà sociali precarie, ponendo particolare attenzione alla tutela dei minori in stato di disagio.

La PUER, nata a Roma nel 1993, è presente su tutto il territorio nazionale, si occupa di sostenere i minori in difficoltà, sia in Italia che all’estero, a causa di condizioni ambientali e sociali critiche derivanti da guerre, carestie e catastrofi ambientali. Particolare attenzione è stata dedicata alle realtà territoriali come la Bielorussia, colpita dopo l’esplosione nucleare del 1986 di Chernobyl, il Giappone, nel drammatico parallelo con il disastro ambientale di Fukishima, la Moldavia ed il Sud America, attraverso numerose iniziative volte al sostegno delle fasce più deboli. In questi contesti sono stati attivati numerosi progetti di accoglienza da parte di famiglie italiane con l’obiettivo di favorire una sana nutrizione ed una diagnosi delle patologie dei minori colpiti dai tragici eventi, nella speranza di poterne recuperare sia il quadro clinico che psichico. Il fine della PUER, quindi, è quello di sostenere i bambini in difficoltà attraverso progetti umanitari di risanamento, prevenzione e tutela della salute sia in Italia che sul posto, favorendo iniziative mirate alla riqualificazione locale.

Nel corso del tempo oltre 80.000 bambini sono stati accolti con amore e seguiti a distanza dalle famiglie italiane che oggi si trovano di fronte ad una rinnovata richiesta di aiuto per evidenti anomalie sociali ancora in corso.

Gli esiti positivi di molte vite, recuperate e restituite ad una dignità sociale, sono la più grande soddisfazione che giustifica gli sforzi profusi in oltre 22 anni di attività. Le necessità sono, però, ancora molte. Le attività della PUER, da sempre, sono indirizzate verso l’aiuto dedicato ai minori, indifesi dalle debolezze degli adulti, e nel tempo hanno prodotto una crescita del senso di responsabilità delle famiglie coinvolte nei confronti dei bambini che, anche se a distanza, hanno sviluppato un legame “oltre” la semplice accoglienza. L’iniziativa di sostegno umanitario, in questo senso, ha definito l’avvio di un processo intenso e profondo nella costruzione di un “ponte” fra le culture distanti fra loro solo per dimensioni territoriali.